Mutui casa, cosa cambia dopo la svolta della Bce. Tutte le simulazioni

Dal nostro specialista Daniele Turchi

 Nel corso del 2022 i tassi dei mutui sono già aumentati, sia per chi ha già un variabile, sia per chi ha stipulato un fisso o un variabile nei primi 5 mesi dell’anno. Ma la stretta annunciata dalla banca centrale avrà degli effetti immediati: vediamo nel concreto quali

Diciamolo subito chiaramente: sono diversi mesi che i costi dei mutui casa stanno salendo. Sia per chi si reca in banca ad accenderne uno, sia per chi ha in essere un finanziamento a tasso variabile. Quindi tutti i movimenti sulle rate che osserveremo da oggi in poi non sono legati esclusivamente alle mosse della Banca centrale europea, annunciate da Christine Lagarde. Da almeno sei mesi la tendenza, iniziata già nella seconda parte del 2021, si sta intensificando. La svolta della BCE non potrà che acentuarla. In che modo?

La salita dei tassi interbancari

I mutui immobiliari non sono agganciati ai tassi di riferimento fissati dalla BCE, che ha annunciato un primo rialzo, dopo 11 anni, di 0,25% a luglio, e un secondo, da quantificare, a settembre. Sono parametrati sui tassi interbancari, quelli con cui le banche si scambiano denaro tra loro e si finanziano, che ovviamente risentono del tasso ufficiale BCE: l’Euribor per i mutui a tasso variabile, l’IRS per quelli a tasso fisso, che rappresentano all’incirca 9 mutui su 10 in Italia. Chi ha un variabile in essere ha già visto lievissimi aumenti delle rate in questi primi mesi del 2022, ma l’aggravio potrebbe peggiorare.

Rata su variabile sale da 920 a oltre mille euro

Secondo le primissime simulazioni post BCE, per un mutuo variabile da 200mila euro a 20 anni, avviato un anno fa all’1%, la rata potrebbe passare da 920 euro di maggio a circa 960 euro a luglio e a quasi mille a settembre (o superare i mille, se la BCE in quel mese sceglierà un aumento più corposo dell’atteso 0,25%). Chi vuole stipulare ora un variabile, tenga ben presente che l’Euribor risente in maniera quasi diretta dell’aumento dei tassi della BCE, che ha annunciato rialzi. Chi invece ha in essere un mutuo a tasso fisso può dormire sonni Tasso sul fisso salito da 1,3% a 2,3% in sei mesi

Tasso sul fisso salito da 1,3% a 2,3% in sei mesi

Chi ha in animo di accenderne uno in questi giorni, infine, è meglio che si sbrighi. Troverà infatti tassi ben più alti di qualche mese fa, per quanto non altissimi in senso assoluto, se paragonati a quello che paga chi ha aperto il mutuo 10 anni fa: in questi giorni siamo ai livelli più alti degli ultimi 4 anni. Da gennaio a maggio, l’IRS è aumentato più di 100 punti base, di conseguenza i tassi dei mutui fissi sono aumentati, in media, da 1,32% a 2,34%. Ora ci stiamo avvicinando al 3%, e gli esperti sono concordi nel ritenere che la corsa continuerà, e anzi potrà accentuarsi vista la svolta della BCE. tranquilli, ovviamente.

Verso una frenata del mercato immobiliare?

Secondo un sondaggio pubblicato dal portare Facile.it, a causa dell’aumento dei tassi dei mutui quasi 2 milioni di italiani hanno fermato la ricerca di un nuovo immobile; questo è uno dei dati emersi dall’indagine commissionata da Facile.it a mUp Research echegià a fine maggio, aveva fotografato le conseguenze dei rincari dei prezzi. Una platea che, si legge nel report, potrebbe allargarsi a seguito della conferma dell’aumento del costo del denaro da parte della BCE. 

Daniele Turchi Daniele Turchi

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